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Targosid - 400mg/3ml ini 1fl.ino+1f

Confezioni:

La teicoplanina é un antibiotico glicopeptidico che ha dimostrato attività battericida in vitro contro microorganismi Gram-positivi sia aerobi sia anaerobi. Teicoplanina inibisce la crescita di microorganismi sensibili attraverso interferenza con la biosintesi della parete cellulare in un sito diverso da quello bersaglio dei beta-lattamici. È attiva contro stafilococchi (inclusi quelli resistenti a meticillina e ad altri antibiotici beta-lattamici), streptococchi, enterococchi, Listeria monocytogenes, micrococchi, corinebatteri del gruppo J/K e anaerobi Gram-positivi compresi Clostridium difficile e peptococchi. È stato dimostrato sinergismo in vitro tra teicoplanina e aminoglicosidi contro Staphylococcus aureus ed enterococchi; contro questi microorganismi è stato dimostrato sinergismo anche con imipenem. L'associazione in vitro di teicoplanina e rifampicina ha dimostrato effetti additivi e sinergici contro Staphylococcus aureus. Inoltre è stato dimostrato sinergismo in vitro con ciprofloxacina contro Staphylococcus epidermidis. La teicoplanina non determina in vitro l'insorgenza di resistenza “one-step”. La resistenza di tipo "multi-step" si ottiene solo dopo numerosi passaggi. Vi sono state segnalazioni di MIC elevate per teicoplanina in vari ceppi di Staphylococcus haemolyticus. Teicoplanina non determina resistenza crociata con altre classi di antibiotici. È stata talvolta osservata resistenza crociata tra teicoplanina e vancomicina negli enterococchi. La teicoplanina, infine, ha mostrato attività antistafilococcica sui microrganismi intracellulari fagocitati dai neutrofili e dai monociti umani. Dopo somministrazione endovenosa a dosi da 3 a 6mg/kg, la concentrazione plasmatica diminuisce con un'emivita di eliminazione di circa 150 ore.

Informazioni generali

Principio attivo: Teicoplanina
Tipologia: Farmaco
Forma farmaceutica: Fiale ini
Classe farmaceutica: H
Classe rimborsabilità: Ospedaliero
Conservazione: inferiore a + 25°C

Indicazioni

Infezioni gravi sostenute da batteri Gram-positivi, in particolare Staphylococcus aureus, meticillino e cefalosporino-resistenti. Profilassi dell'endocardite da Gram-positivi in chirurgia dentaria dei cardiopatici a rischio, particolarmente nei casi di allergia ad antibiotici beta-lattamici. Somministrazione intraperitoneale nella peritonite in pazienti trattati con dialisi peritoneale cronica ambulatoriale.

Posologia

Iniettare lentamente l'acqua della fiala nel flaconcino contenente il principio attivo; far ruotare delicatamente il flaconcino fra le mani, finché la polvere non si sia completamente sciolta, cercando di evitare la formazione di schiuma. Si otterrà una soluzione isotonica di circa 66,7mg/mL o 133,3mg/mL di teicoplanina, con un pH di 7,2-7,8. La teicoplanina può essere somministrata sia per via endovenosa (bolo o perfusione) che per via intramuscolare o intraperitoneale. La frequenza di somministrazione é di una volta al giorno, dopo una o più dosi di attacco. La somministrazione di teicoplanina per via intraventricolare non è indicata. AD con funzione renale normale. La posologia di Teicoplanina deve essere adattata a seconda della gravità dell'infezione: in prima giornata si consiglia una posologia di 6mg/kg (generalmente 400mg) per via endovenosa. Nei giorni successivi la dose potrà essere di 6mg/kg/die (generalmente 400mg) per via endovenosa o intramuscolare o 3mg/kg/die (generalmente 200mg) per via endovenosa o intramuscolare, in somministrazione unica nella giornata. La dose più alta e la via endovenosa sono raccomandate per le infezioni più gravi; in infezioni potenzialmente fatali iniziare con 6mg/kg (di solito 400mg) 2 volte/die per 1-4 giorni (posologia di attacco); continuare con 6mg/kg/die per via endovenosa o intramuscolare (posologia di mantenimento) nei giorni seguenti. Si raccomanda di associare Teicoplanina ad un altro appropriato antibiotico battericida nelle infezioni che richiedono la massima attività battericida (endocardite stafilococcica), o nelle situazioni in cui non si può escludere la presenza di una componente Gram negativa (terapia empirica di episodi febbrili in pazienti neutropenici). La maggior parte dei pazienti mostra un beneficio della terapia entro 48-72 ore dall'inizio del trattamento. La durata totale della terapia va comunque definita in rapporto al tipo e alla gravità dell'infezione nonché in funzione della risposta del paziente. Nel caso di endocarditi e osteomieliti, viene raccomandato un periodo di almeno 3 settimane. AD e pazienti anziani con insufficienza renale. Nei pazienti con insufficienza renale, l'aggiustamento del dosaggio andrà effettuato a partire dal 4° giorno di terapia, come di seguito riportato: nella insufficienza moderata (Clcr tra 40 e 60mL/min.) la dose pro-die di Teicoplanina deve essere ridotta della metà oppure somministrata a giorni alterni; nella insufficienza grave (Clcr < 40mL/min.) e nei pazienti sottoposti ad emodialisi la dose pro-die di Teicoplanina deve essere ridotta ad 1/3 o somministrata ogni 3 giorni. Nei pazienti con Clcr uguale o < 20mL/min., il trattamento con Teicoplanina potrà essere effettuato solo nei casi in cui possa essere garantito il monitoraggio delle concentrazioni sieriche del farmaco. BB con funzione renale normale: la dose e la durata del trattamento dovranno essere definite in funzione al tipo ed alla gravità dell'infezione, nonché alla risposta del paziente. Il trattamento deve essere iniziato alla dose di 10mg/kg ogni 12 ore per un totale di 3 dosi ed essere poi proseguito alla dose di 6-10mg/kg/die per via endovenosa o intramuscolare, riservando il dosaggio più alto alle infezioni più gravi o ai bambini neutropenici. Nei neonati il trattamento deve essere iniziato alla dose di 16mg/kg il primo giorno, seguita da dosi di mantenimento di 8mg/kg/die, per infusione endovenosa lenta (circa 30 minuti). BB con insufficienza renale: si raccomanda l'aggiustamento delle dosi come per gli adulti. La determinazione delle concentrazioni seriche di teicoplanina può servire a ottimizzare la terapia. In infezioni gravi le concentrazioni "a valle" non dovrebbero essere inferiori a 10mg/L. Profilassi dell'endocardite in chirurgia dentaria: una dose endovenosa di 400mg al momento dell'induzione con anestetico generale. In pazienti con protesi valvolare è opportuno associare un aminoglicoside. Somministrazione intraperitoneale: nei pazienti con insufficienza renale e con peritonite secondaria a dialisi peritoneale cronica ambulatoriale, lo schema posologico raccomandato è di 20mg di teicoplanina per litro di liquido di dialisi, preceduto da una dose di attacco di 400mg endovena, se il paziente è febbrile. Il trattamento può essere continuato per più di 7 giorni, ma la dose endoperitoneale viene dimezzata in seconda settimana (20mg/L in sacche alterne) e ridotta a 1/4 in terza settimana (20mg/L nella sacca notturna). La Teicoplanina è stabile nelle soluzioni per dialisi peritoneali (1,36% o 3,86% di destrosio) fino a 24 ore se conservata a 2-8°C. La soluzione di Targosid può essere iniettata direttamente per via endovenosa o diluita con: soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%; soluzione composta di lattato di sodio (soluzione di Ringer lattato, soluzione Hartmanns); soluzione di destrosio al 5%; soluzione contenente cloruro di sodio allo 0,18% e destrosio al 4%. Può essere utilizzato per via intramuscolare in associazione a lidocaina cloridrato allo 0,5 o 1%. Queste soluzioni devono essere utilizzate immediatamente.

Composizione

Un flaconcino contiene teicoplanina 400mg e contiene cloruror di sodio 24,8mg corrispondenti a 9,8mg di sodio.

Effetti collaterali

INFEZIONI ED INFESTAZIONI: rari: ascesso. Frequenza non nota: ascesso nel sito d'iniezione, superinfezione (proliferazione di organismi non sensibili). EMOLINFOPOIETICI: non comuni: eosinofilia, trombocitopenia, leucopenia. Rari: presenza di anticorpi anti fattore VIII con sanguinamento. Frequenza non nota: agranulocitosi, neutropenia. IMMUNITARI: non comuni: reazioni anafilattiche (anafilassi). Frequenza non nota: shock anafilattico. NERVOSI: non comuni: capogiri, cefalea. Frequenza non nota: convulsioni in seguito ad uso intraventricolare. OTOLOGICI: non comuni: sordità (moderata perdita dell'udito), tinnito, disturbi vestibolari. VASCOLARI: non comuni: flebite. Frequenza non nota: tromboflebite. RESPIRATORI: non comuni: broncospasmo. GASTROINTESTINALI: non comuni: nausea, vomito, diarrea. CUTANEI: comuni: eritema (arrossamento), rash (rash cutaneo), prurito. Frequenza non nota: orticaria, angioedema, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. UROGENITALI: frequenza non nota: insufficienza renale. Sporadicamente: aumento dell'uricemia. SISTEMICI: comuni: dolore, piressia (febbre). Frequenza non nota: brividi (rigidità). Sporadicamente: senso di malessere al torace. ESAMI DIAGNOSTICI: non comuni: valori anormali delle transaminasi (anormalità transitoria), valori anormali della fosfatasi alcalina sierica (anormalità transitoria), aumento della creatininemia (transitorio aumento della creatinina sierica). Sporadicamente: aumento dell'amilasemia. CARDIACI: sporadicamente: tachicardia.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Sovradosaggio

Sono stati riportati casi di dosi eccessive somministrate per errore a pazienti pediatrici. In un caso è stata riportata agitazione in un neonato di 29 giorni che aveva ricevuto 400mg ev (95mg/kg). Trattamento in caso di sovradosaggio: in caso di sovradosaggio il trattamento deve essere sintomatico. La teicoplanina non viene rimossa dal circolo mediante emodialisi e solo lentamente mediante dialisi peritoneale.

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Teicoplanina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti con ipersensibilità alla vancomicina poichè si potrebbe verificare ipersensibilità crociata. Sono stati riportati casi di tossicità uditiva, ematologica, epatica e renale. Si deve perciò effettuare un attento monitoraggio della funzionalità uditiva, renale, epatica e dei parametri ematologici particolarmente nei pazienti affetti da insufficienza renale, pazienti con terapie prolungate o pazienti in trattamento concomitante con farmaci ototossici o nefrotossici. Devono essere condotti test periodici della funzionalità uditiva nelle seguenti circostanze: trattamento prolungato in pazienti con insufficienza renale; uso concomitante o successivo di altri prodotti medicinali che possono essere neurotossici e/o nefrotossici e/o ototossici. Questi includono aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, furosemide e acido etacrinico. Comunque non c'è alcuna evidenza di tossicità sinergica in combinazione con teicoplanina. Il dosaggio deve essere adattato nei pazienti con insufficienza renale. Come per altri antibiotici, l'uso di teicoplanina potrebbe causare la crescita di organismi non sensibili, particolarmente in caso di trattamento prolungato. È essenziale dunque un attento monitoraggio delle condizioni del paziente. Se si dovesse verificare una superinfezione, instaurare opportune misure. In alcuni casi di somministrazione intraventricolare, sono stati riportati casi di convulsioni. Questo medicinale contiene 24mg (Targosid 200mg/3ml) e 24,8mg (Targosid 400mg/3ml) di cloruro di sodio, corrispondenti rispettivamente a 9,4mg e 9,8mg di sodio per flaconcino. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

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I farmaci oppioidi (morfina, codeina, metadone…) derivano dall’oppio e sono impiegati nel trattamento del dolore in patologie oncologiche ma non solo. Inizialmente prescritti per attenuare il dolore forte nei malati terminali, sempre più spesso vengono usati anche per curare patologie non tumorali quali artrosi e artrite reumatoide. Poco usati per il timore di sviluppare una forma di dipendenza, oggi si sa che questo è un fenomeno raro, che può essere gestito con l’aiuto del proprio medico.

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